mercoledì 28 ottobre 2009

Milena Agus, La contessa di ricotta, Nottetempo, 2009

La contessa di ricotta e le sorelle immobili
(Il Mattino 28 ottobre 2009)

«Un mio amico ha fatto delle fotografie del quartiere di Castello, le stesse che faccio io, ma soltanto con la mente e con lo sguardo, e dentro quelle immagini ho visto agire i personaggi». Così raccontava Milena Agus poco più di un anno fa, anticipando qualcosa del suo nuovo libro La contessa di ricotta (Nottetempo, pp. 136, euro 13,50). La storia è semplice: le vite ordinarie di tre sorelle - Noemi, Maddalena e la contessa di ricotta appunto - e di tutte le persone che gravitano loro intorno. Il tutto si svolge a Cagliari, quartiere Castello, in un palazzo nobiliare «costruito nel Seicento» e «ricevuto in dono dal re, insieme al titolo» di cui abitano gli unici tre appartamenti ancora di proprietà della famiglia. Una vera e propria triade tutta al femminile con «lo spirito» incarnato dalla maggiore Noemi, giudice e zitella, che sogna di ricomprare gli interni venduti a causa dei successivi fallimenti, e con «l’anima» (di ricotta) dalla contessa senza nome proprio. E poi c’è Maddalena, «il corpo», espressione di una fisicità prorompente: diversi gli incontri sessuali con il marito, descritti al solito con dovizia di particolari, eppure sterile. Fatta forse eccezione per Noemi, l’unico personaggio davvero dinamico, questa triade è più o meno immobile, anche se squassata a vario titolo dall’amore che arriva, o non arriva. Un sentimento che non salva, non migliora, non rende più bello il mondo: «Nessuno ama davvero e chi ama non ama spassionatamente, ma sempre per qualcosa».
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QUI per leggere il resto.

sabato 24 ottobre 2009

Il paese dei balocchi #2

(La città tuscolana - Ottobre 2008)


BLEXBOLEX
“Immaginario”
pp. 208, euro 15,00
Orecchio Acerbo, 2008

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Aprendo questo libro si viene catapultati nel mondo di BlexBolex, illustratore e autore di fumetti francese, un mondo di figure e parole con cui confrontarsi, immergersi alla ricerca del filo rosso dei percorsi. Viene da chiedersi cosa e come una parola si lega all’immagine che l’accompagna, o perché dopo “un freddoloso” troviamo “un fumatore”, dopo “un direttore d’orchestra” “un tiranno”. E se la nostra “maldestra” o il nostro “barbone” corrispondono a quelli proposti. Per non parlare della copertina. Guardare per credere.

Taï-Marc Le Thanh
“Babayaga”
Illustrazioni di Rébecca Dautremer
pp. 32, euro 24,00
Donzelli, 2008

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La figura della Baba Yaga appartiene alla mitologia slava, una vecchia strega «che vive in un’isba poggiata su zampe di pollo. Si sposta dentro un mortaio e nasconde le sue tracce con una vecchia scopa». La protagonista Michetta, spedita a casa sua dalla matrigna gelosa, deve evitare di diventare la prossima cena dell’orchessa e tornare indietro sana e salva. In questa riscrittura però, elegantemente illustrata da Rébecca Dautremer, Taï-Marc Le Thanh racconta con ironia anche l’infanzia della strega con un dente solo, divenuta cattiva per le prese in giro dei suoi coetanei. Forse.

mercoledì 21 ottobre 2009

Giornale di bordo #2

Sarò breve. Molto breve.
Periodo positivo, con tante novità che racconterò via via.
Un frammento di una nuova illustrazione che verrà presto pubblicata...quindi rimando a quel momento per il totale...e per parlarvi della rivista.
Si scrive, si disegna: si da vita a nuovi progetti...che chiedere di più?
Oggi mi racconto con le parole di Calvino (Le città invisibili):
I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.
Potare, a volte, è l'unica soluzione.

domenica 18 ottobre 2009

Umberto Eco, Vertigine della lista, Bompiani, 2009

(Il Mattino 17 ottobre 2009)
Esiste una modalità di rappresentazione artistica che «suggerisce quasi fisicamente l’infinito, perché non si conclude in forma»: questa è la definizione di elenco, il particolare «oggetto» di riflessione di Vertigine della lista (Bompiani, pp. 410, euro 39), l’ultimo saggio di Umberto Eco. Un testo che viene pubblicato in occasione di «Vertiges de la liste», la serie di attività ideate e promosse sotto la sua direzione nei mesi di novembre e dicembre al Louvre. Sì, perché dopo Robert Badinter, Toni Morrison, Anselm Kiefer e Pierre Boulez, arriva come guest curator sotto la piramide proprio il semiologo italiano. Ed è subito polemica con Pietro Citati che ha definito quello parigino «il museo peggiore del mondo». Ma la lista delle polemiche dei due intellettuali è un’altra storia. Comincia con la descrizione dello scudo di Achille fatta da Omero, il viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta di elenchi e cataloghi più o meno famosi, un viaggio che però non rimane confinato nel solo ambito letterario. Perché, scrive Eco, «vi sono opere figurative che fanno pensare che quello che si vede entro la cornice non sia tutto, bensì solo un esempio di quantità non facilmente numerabile»: ecco allora un ricco e prezioso apparato iconografico altrettanto eclettico e pieno di curiosità di quello antologico. Liste di nomi, liste di cose, liste di luoghi, liste coerenti e liste caotiche, liste per il semplice gusto di catalogare: ma cosa fa davvero la differenza tra un elenco del telefono e quello delle navi greche nell’Iliade di Omero? In realtà quello che distingue una lista pratica (referenziale, finita e inalterabile) da una lista poetica è solo l’intenzione con cui la contempliamo, un’intenzione per lo più esteticamente conoscitiva. «Come Dio, come il diavolo, la vita sta nei particolari»...
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Sul sito del Mattino per leggere il resto (ricordo che sarà possibile solo per 7 giorni...).

venerdì 16 ottobre 2009

Il paese dei balocchi #1

(La città tuscolana, settembre 2008)


J. e W. GRIMM
“La casetta di cioccolato”
Illustrazioni di Pablo Auladell
pp. 44, euro 14,00
Kalandraka Italia, 2008

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«La fiaba» scrive Bruno Bettelheim «è il sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini». Di sicuro, le tavole con cui l’illustratore spagnolo Pablo Auladell accompagna la fiaba dei fratelli Grimm più comunemente conosciuta come Hansel e Gretel, non si lasciano dimenticare facilmente: la visione distorta che offre al lettore, in cui tutto sembra estraneo, minaccioso, crudele, rappresenta mirabilmente il tema del racconto: la paura di affrontare l’abbandono.

RIKI BLANCO
“Il domatore di pulci”
pp. 48, euro 14,00
Orecchio Acerbo, 2007

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È un libro prezioso questa raccolta di brevi racconti scritti e illustrati da Riki Blanco. Gli intensi ritratti dei personaggi di questo circo speciale sono piccole schegge di lucida verità, simbolo poetico e delicato dello strano mondo nel quale viviamo. Non resta allora che piangere e gioire assieme a Regina, la trapezista, e Capirote, l’uomo cannone, che vivono il proprio amore «con il contagocce», a Elena «che era riuscita a introdursi nel proprio ombelico dal quale non volle uscire mai più». E a tutti gli altri.

domenica 11 ottobre 2009

Giornale di bordo #1

Inauguro una nuova sezione: quella delle comunicazioni varie.
E delle parole in libertà.

Comincio con le nouvelles:

1. E' on-line il nuovo sito di Filmaker's Magazine.
http://www.filmakersmagazine.it/
E c'è la mia ultima illustrazione (di cui avevo postato un frammento un po’, un bel po’, di tempo fa);

2. Da qualche tempo figura tra i miei link: SUL ROMANZO. Oggi spendo due parole per presentare questo blog e l'interessante iniziativa promossa.
http://sulromanzo.blogspot.com/
Scrivere un romanzo in 100 giorni, interviste a scrittori e scrittrici e molto altro. Un incredibile lavoro di ricerca, studio e approfondimento affrontato con competenza e passione. E grande generosità.
L'iniziativa è un concorso (racconto o poesia inediti): "La quota di partecipazione è zero euro, si richiede soltanto una buona volontà, un forte senso civico e una giusta leggerezza d’animo".
Qui il bando, per chi fosse interessato. !
http://sulromanzo.blogspot.com/2009/08/prima-edizione-del-premio-di-poesia-e.html
Legge e partecipate! Lo consiglio vivamente...

Veniamo ai pensieri.

"Tutto in noi è il punto in cui stiamo"
Pessoa, Poesie esoteriche

E se "metà della vita è sapere cosa vuoi" (Andrew Sean Green, Storia di un matrimonio: da leggere!), allora vale quasi la pena essere nel mezzo del cammin...

Chiudo con l'ultimo spot di una nota compagnia di telefonia mobile.
In una galleria d'arte contemporanea, il disprezzo per un'opera "Post DADA" si trasforma in una valanga di complimenti quando il sessantenne si ritrova davanti l'artista: una giovane avvenente donna. "Lei merita un premio" e l'uomo chiama un suo amico collezionista che chiede se l'artista ha avuto influenze cubiste.
Sorrisino.
"Lei è stata cubista, no?".

NO COMMENT.

martedì 6 ottobre 2009

Suad Amiry, Murad Murad, Feltrinelli, 2009

(Il Mattino 02 ottobre 2009)
«Cristo santo, chiedono soltanto di lavorare»: è questo il grido che si leva dall’ultimo libro di Suad Amiry, già nota al pubblico italiano per i fortunati Sharon e mia suocera o Niente sesso in città. Il 12 maggio 2007 l’architetto-scrittrice palestinese si traveste da uomo e compie un viaggio di diciotto ore alla volta di Israele: «Per scrivere dei 150mila lavoratori palestinesi che ne sfamano un milione». Così nasce il reportage Murad Murad (Feltrinelli pagg. 176, euro 14,50). Cominciamo dal titolo: perché il nome di uno dei protagonisti è ripetuto due volte? Perché «Murad Murad»?
«Tutti i nomi arabi hanno un significato. In questo caso Murad significa desiderio. Quindi ”Murad Murad” sta per desiderio di Murad. Quello che Murad e i suoi amici desiderano è di lavorare. È l’unica cosa che vogliono. È chiedere troppo? Soprattutto nel caso in cui si chiede di lavorare su una terra che ti è stata portata via».
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