sabato 29 agosto 2009

Illustrarama 2009 - Modernità liquida: l'illustrazione


Di cosa parliamo quando parliamo di società liquida? L’espressione di uso ormai corrente è stata introdotta dal sociologo britannico Zygmunt Bauman per descrivere la contemporaneità: una cultura del disimpegno, della discontinuità e dell’oblio in cui restare in movimento conta più della destinazione. Una società che sembra sperimentare una libertà senza precedenti. Eppure tutto è frammentato in una moltitudine di particelle separate e indifferenti le une alle altre, tutto è costituzionalmente precario: le relazioni, il lavoro, le alleanze umane. E proprio in un mondo in cui diventa difficile generalizzare le esperienze, vissute come assolutamente personali e soggettive, l’identità, chi sei, non sembra essere più così vincolante. Non ti piaci? Bene, getta via il tuo vecchio io e comprane uno nuovo. Però attento, devi farlo continuamente altrimenti sei out. Perché nella società liquida, la libertà diventa l’obbligo di scegliere e consumare tra alternative che qualcuno ha già stabilito. Non c’è molto spazio per la creatività. È un paradosso, eppure quasi nessuno sembra accorgersene. Ma è la “società della fretta”, dove l’unico orizzonte è il qui e ora. Che fare? Lo stesso Bauman, in un recente testo (Vite di corsa, Il Mulino, 2009), propone una strategia per salvarsi dalla tirannia dell’effimero: l’impegno incessante nella formazione del sé e della personalità, perpetuamente incompiuta e aperta.
___________________

Qui sopra rispettivamente il mio lavoro per Illustrarama 09 e un piccolo contributo scritto ad hoc per un totem della mostra.

lunedì 24 agosto 2009

Illustrarama 2009 - Modernità liquida: la Mostra

A cura di Davide De Cubellis
___________________
Perscrutando il panorama degli illustratori italiani…cogliendone i dettagli, le sfumature, le differenze.Questa prima edizione ferma lo sguardo non troppo lontano: su una rosa di otto giovani autori, nati nel decennio 1975 -1984, residenti tutti intorno ai Castelli Romani.Selezionati per ben’altro che una comune esperienza professionale, perché hanno approcci, tecniche, stili, esperienze lavorative differenti e il loro operato è spesso rivolto a differenti fruitori o destinazioni.Dall’editoria per l’infanzia, colta e raffinata, alla striscia umoristica, passando per il fumetto popolare di Disney e Sergio Bonelli Editore, girando intorno all’illustrazione pubblicitaria, il fashion design e il visual, per arrivare allo sperimentalismo underground e la ricerca pittorica.Illustrarama vuole restituire un’immagine fedele, di completezza e varietà, nell’uso, nel linguaggio che l’illustrazione italiana oggi traduce.
_______________
Dal 29 Agosto al 6 Settembre, nell'ambito di
Frammenti.
Dal 16 Settembre all'8 Novembre, nello Spazio Zip.
INFO LINE 0697245570 - 3204457156

lunedì 17 agosto 2009

La danza della vita e della morte

Parigi si avvicina. Si parte il 31 agosto.
Tutto invade. Tutto contamina d'entusiasmo e d'energia...



Ho scoperto questo nuovo blog: BOOK BY ITS COVER.

Vi consiglio di dare un'occhiata.



Un'altra poesia di Wislawa. In tema con l'illustrazione: "La danza della vita e della morte".



Non ho altro da aggiungere.

Torno a disegnare.

___________________



Sulla morte senza esagerare

[…]

Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
È sempre in ritardo di quell’attimo.

Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
a nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

martedì 4 agosto 2009

Jean D'Ormesson, Odore del tempo, Spirali, 2008 (Via Pò - 11 luglio 2009)

Un libro incredibile. Un pensatore eccezionale. Da leggere assolutamente.
_______________
Il fatto che sua figlia abbia fondato una casa editrice, il desiderio di aiutarla in un modo che non fosse un coup de fil o una lettera di raccomandazione, può esser stato causa della genesi di Odore del tempo (Spirali, pp. 439, euro 34,00, 2008), libro nel quale Jean D’Ormesson ha raccolto quegli articoli che «avevano un profumo quasi atemporale»: recensioni di libri, racconti di viaggio, ricordi d’amici e sogni. Condizione certo necessaria, ma non sufficiente. Perché le undici sezioni, ciascuna preceduta da una breve introduzione che ha già in sé la compiutezza di un trattato, sono molto di più. Testimoniano la triplice natura di scrittore, giornalista e saggista dell’Accademico di Francia, dando corpo a un vero e proprio compendio della vita culturale del paese oltralpe degli ultimi trent’anni. Nel firmamento di nomi sconosciuti ne brillano alcuni, noti anche al lettore italiano: Marc Fumaroli che «lungi dall’inventare alcunché, si accontenta di sapere tutto», Bernard Pivot il «maestro incontrastato della televisione culturale» che alle casalinghe consigliava, soprattutto, di leggere libri, Marguerite Yourcenar, prima donna eletta all’Académie anche grazie alla “scommessa sul talento” di Jean D’Ormesson, capace di credere nel valore della letteratura prima che in quello della tradizione. E visto che «il presente non si spiega se non con il passato», queste pagine si popolano delle personalità e del pensiero di Valéry, Aron, Cioran, Sartre, Hugo, Balzac, per citarne alcuni. Con Proust e Chateaubriand a farla da padroni. La letteratura è affare di troppa importanza perché se ne occupi senza riserve l’attualità: ecco che “Jean D’O”, dallo sguardo aperto ma penetrante, dal sorriso amabile e sfuggente, trasforma ogni articolo in un racconto appassionato, in un’analisi acuta, rigorosa talvolta ironica e pungente, senza mai essere un pedante erudito.
________________
QUI per continuare a leggere.