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giovedì 17 dicembre 2009

Il paese dei balocchi #3

(La città tuscolana, novembre 2008)

Davide Calì
“L’orso con la spada”
Illustrazioni di Gianluca Folì
pp. 32, euro 13,50
Zoolibri, 2008
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Agire senza riflettere può avere delle conseguenze tutt’altro che piacevoli: è questa la lezione imparata dall’Orso alla fine del viaggio che gli permetterà di crescere e di aprirsi al mondo. Autore e illustratore regalano a grandi e piccoli un racconto che fa riflettere sulla responsabilità personale e sull’inutilità di costruire fortini «per resistere al nemico, se mai ce ne fosse stato uno». Perché a volte questi nemici non ci sono, altre volte sono i propri difetti e il proprio egocentrismo le uniche cose da combattere. Semplicemente.


WOLF ELBRUCH
“L’anatra, la morte e il tulipano"
pp. 32, euro 13,00
Edizioni E/O, 2007
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È giusto parlare della morte ai bambini? E, soprattutto, in che modo? Questo libro di Wolf Erlbuch, autore insignito nel 2006 del prestigioso Premio Andersen, può essere considerata una risposta a entrambe le questioni. Mentre con grazia e leggerezza le parole raccontano l’incontro di un’anatra e della Morte, il tempo che passano insieme nello stagno, sulla cima di un albero a parlare di paradiso e inferno, della paura e della tristezza del congedo da ciò che si ama, le immagini, essenziali ed eleganti, si fanno specchio dei sentimenti dei protagonisti. Alla fine quando l’anatra muore, anche la Morte quasi si rattrista. E l’unica consolazione sta proprio nell’accettare che «così è la vita».

sabato 24 ottobre 2009

Il paese dei balocchi #2

(La città tuscolana - Ottobre 2008)


BLEXBOLEX
“Immaginario”
pp. 208, euro 15,00
Orecchio Acerbo, 2008

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Aprendo questo libro si viene catapultati nel mondo di BlexBolex, illustratore e autore di fumetti francese, un mondo di figure e parole con cui confrontarsi, immergersi alla ricerca del filo rosso dei percorsi. Viene da chiedersi cosa e come una parola si lega all’immagine che l’accompagna, o perché dopo “un freddoloso” troviamo “un fumatore”, dopo “un direttore d’orchestra” “un tiranno”. E se la nostra “maldestra” o il nostro “barbone” corrispondono a quelli proposti. Per non parlare della copertina. Guardare per credere.

Taï-Marc Le Thanh
“Babayaga”
Illustrazioni di Rébecca Dautremer
pp. 32, euro 24,00
Donzelli, 2008

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La figura della Baba Yaga appartiene alla mitologia slava, una vecchia strega «che vive in un’isba poggiata su zampe di pollo. Si sposta dentro un mortaio e nasconde le sue tracce con una vecchia scopa». La protagonista Michetta, spedita a casa sua dalla matrigna gelosa, deve evitare di diventare la prossima cena dell’orchessa e tornare indietro sana e salva. In questa riscrittura però, elegantemente illustrata da Rébecca Dautremer, Taï-Marc Le Thanh racconta con ironia anche l’infanzia della strega con un dente solo, divenuta cattiva per le prese in giro dei suoi coetanei. Forse.

venerdì 16 ottobre 2009

Il paese dei balocchi #1

(La città tuscolana, settembre 2008)


J. e W. GRIMM
“La casetta di cioccolato”
Illustrazioni di Pablo Auladell
pp. 44, euro 14,00
Kalandraka Italia, 2008

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«La fiaba» scrive Bruno Bettelheim «è il sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini». Di sicuro, le tavole con cui l’illustratore spagnolo Pablo Auladell accompagna la fiaba dei fratelli Grimm più comunemente conosciuta come Hansel e Gretel, non si lasciano dimenticare facilmente: la visione distorta che offre al lettore, in cui tutto sembra estraneo, minaccioso, crudele, rappresenta mirabilmente il tema del racconto: la paura di affrontare l’abbandono.

RIKI BLANCO
“Il domatore di pulci”
pp. 48, euro 14,00
Orecchio Acerbo, 2007

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È un libro prezioso questa raccolta di brevi racconti scritti e illustrati da Riki Blanco. Gli intensi ritratti dei personaggi di questo circo speciale sono piccole schegge di lucida verità, simbolo poetico e delicato dello strano mondo nel quale viviamo. Non resta allora che piangere e gioire assieme a Regina, la trapezista, e Capirote, l’uomo cannone, che vivono il proprio amore «con il contagocce», a Elena «che era riuscita a introdursi nel proprio ombelico dal quale non volle uscire mai più». E a tutti gli altri.