Visualizzazione post con etichetta Istantanee-il libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Istantanee-il libro. Mostra tutti i post

martedì 25 gennaio 2011

Istantanee: è arrivato il booktrailer!!!


Sono fiera di presentare il booktrailer della mia raccolta di poesie Istantanee (Edilet, 2008).
Un lavoro tutto al femminile, con il video a cura di Beatrice Miano  e la voce di Serena Ventrella.
Ecco il testo della poesia letta:




PROVA

Prova a fuggire
nell’orizzonte
senza voltarti.
Prova a correre
sulla neve
senza lasciare impronte
prova.

Gli errori continueranno
a inseguirti
e alla fine ti mangeranno
ti rosicchieranno.
Come hanno fatto con me
che non ho mai smesso
di amarli
come figli.
Prova.

giovedì 18 novembre 2010

Loop n. 9: Piovono bombe

Nuovo numero di Loop, nuova illustrazione. Il titolo? Piovono bombe.

A volte piovono bombe, a volte parole. 
E con queste, a volte, di nuovo il sole.


MILLE VOCI (da Istantanee)


Piovono voci
[PLIN PLIN PLIN]
Piovono voci
[PLIN PLIN PLIN]
A mani vuote
[voci]
hanno chiesto tre denari.
Uno per la lussuria
Uno per l’alterigia
Uno per la furia.
Piovono voci
[PLIN PLIN PLIN]
Piovono voci.
Sulla testa
mille voci
arruffano capelli
pesanti ciascuno d’un pensiero.
[PLIN PLIN PLIN]
Mille voci nella testa
e un solo silenzio nel cuore.
[PLIN PLIN PLIN]
Ho ascoltato quel silenzio
mentre fuori piovevano voci.
[PLIN PLIN PLIN]
Ho capito.
Ho preso l’ombrello
e ho rinunciato al mio amore.
…
Ha smesso di piovere.

lunedì 1 novembre 2010

Istantanee su RadioMeridiano12

Capita anche questo.
Di finire in radio a parlare di Istantanee.
Un amico mi disse una volta che i libri sono come barche. Pubblicandoli, li affidiamo al mare.
Non abbiamo più nessun potere su di loro. Non possiamo far più nulla, solo lasciarli andare. 

A volte, ci sono ritorni sorprendenti.
Come la telefonata di Riccardo Di Vanna.
"Ho pensato al tuo libro per la prima puntata del mio nuovo programma. Vorrei farti un'intervista. Che ne pensi? Hai voglia di intervenire?".
Visto che di solito le faccio io, le domande, sono rimasta qualche secondo in silenzio.
Che potevo fare, se non partecipare con entusiasmo?

Per conoscere le risposte, basta ascoltare oggi pomeriggio su RadioMeridiano12 (97.5) la trasmissione condotta dal giovane e bravissimo Riccardo Di Vanna a cui va uno speciale ringraziamento.
Spero sarete con noi ad Aleph.  Come fu che il cagnolino rise.


Lunga vita a questo simpatico quadrupede.
E come ho scritto ieri a qualcuno, forse non la bellezza ma il riso salverà il mondo.

venerdì 15 ottobre 2010

Nuova recensione di Istantanee

Nuova recensione del mio piccolo libro sul sito Il sommario 
Si sta pensando anche di organizzare una nuova presentazione...sarete dei nostri?
____________Istantanea di ISTANTANEE


Silvia Santirosi è una giovane artista versatile e curiosa: sagace illustratrice, infaticabile blogger, vanta numerose collaborazioni con testate giornalistiche nazionali (Il Mattino, L'Unità, Via Pò e la rivista per ragazzi Andersen). Sensibile al fascino culturale transalpino, la Santirosi mescida sapientemente il suo umorismo puntuale e riflessivo con gli effluvi femminei di un' ars poetica intimamente autocosciente, volta a catturare, non catalogare, fotograficamente i risvolti sociali ed emotivi letteralmente impressi nella fluente quotidianità diacronica del nostro tempo. 

Un tempo spaesante e solitario, tanto vorticoso da rasentare un paradossale immobilismo ermeneutico, quello catturato dalle pungenti Istantanee poetiche di Silvia, che espone le sue pulsioni ragionative a gustose sperimentazioni espressive, ad altalenanti possibilità manichee, piacevolmente in bilico tra affabulazione e svelamneto; respingendo la pericolosa omologazione massificata pur nel timore di un freddamente placido isolamento,  la Santirosi indossa impertinente la sua miglior "maschera della domenica" salvo poi squarciarne il velo, con angelico sprezzo demistificatorio, sotto gli occhi di un lettore epifanizzato.
La dicotomia incostante fra interiorità estroflessa e percezione introversa dell' autrice, si concretizza nella programmatica cesura che sdoppia specularmente la sua raccolta poetica, consentendo a Silvia di scandagliare i polimorfi rapporti con l' altro da sè ; nello specifico, soggettivo oggetto di raffronto e indagine diventa l' uomo amato, anche a tratti dileggiato, tappa obbligata per l' incessante ricerca di autoaffermazione e autocoscienza individuale e civile. 
Ma più di tutto, la Santirosi mette lucidamente a fuoco l' obiettivo artistico di una formale constatazione amichevole di trattabilità con l' intrattabile sfera pubblica, con i pilastri affettivi di una vita e con gli episodici rapporti collaterali da compromesso storico inevitabile:

"loro sentono l'odore, la puzza di cadavere della mia anima cartesiana. hanno fame. e da segugio a volpe, signori e signore, la battuta ha inizio"

Buona lettura 
Francesca Fiorletta

domenica 13 giugno 2010

LIBRINFESTA - CRONACA DI UN APPUNTAMENTO (con intervista)



Si è svolto lo scorso mercoledì  il primo degli Aperitivi Letterariche si terranno per tutto il mese di giugno in occasione della manifestazione dal titolo Librinfesta.  Nel corso della rassegna realizzata in collaborazione con la casa editrice Einaudi, si alterneranno scrittori affermati ed emergenti, introducendoci alle loro opere ed al loro modo di concepire la letteratura.
Tra i tavolini del famigerato Village in Via de Lollis ha avuto luogo l’incontro con i primi tre scrittori ospiti dell’evento: Silvia Santirosi, Davide Dalmiglio e Michele Fianco.
A farla da padrona è stata la poesia. Tutti gli autori, infatti, hanno presentato le loro raccolte di componimenti in versi introdotti dal prof. Francesco Muzzioli, docente di teoria della letteratura presso la nostra Facoltà di Lettere. Il professore ha presentato i primi due come scrittori «senza tendenza», dal momento che la loro giovane età li vede nascere come autori in un momento storico privo di correnti letterarie vere e proprie.
È stato Dalmiglio il primo a presentare la sua raccolta di poesie dal titolo Nuvole a vapore di cui ha letto alcuni brani. La giovanissima curatrice della manifestazione, Francesca Fioretta, ha descritto l’opera come una «passeggiata compiuta  fuori e dentro sé stesso» , nella vita comune e nella propria anima. Dalmiglio usa un linguaggio vorticoso e spiazzante: talvolta il ritmo si accelera e dà spazio all’ironia ; talvolta invece si rallenta e colui che prima passeggiava, ora si siede e guarda dentro di sé, anche nella parte vietata ai minori e fatta di corporalità.
Quando chiedo all’autore come un giovane possa affacciarsi al mondo della letteratura , questi mi risponde che ci troviamo in una «situazione imbarazzante» in cui se non si fa un tipo di letteratura commerciale non si vende ed è di certo difficile vivere del mestiere dello scrittore. Comunque, per lui la poesia resta un «laboratorio di ricerca, di sperimentazione linguistica» molto di più di quanto non lo sia la narrativa.
A seguire, la giovane autrice Silvia Santirosi ha letto alcuni brani tratti dal suo Istantanee. Il  titolo stesso dell’opera  ci dice che non si tratta di una raccolta autobiografica ma piuttosto di una registrazione, di una fotografia della realtà mediante delle istantanee. Citando la Rosselli, l’autrice stessa ci dice che la poesia «non deve essere una confessione ma ricerca della verità». Dalla presentazione che la Fioretta fa di Istantaneeemerge il fatto che siamo davanti ad un libro bisezionato : in maniera ossimorica viene affrontato nella prima parte il tema della solitudine,  abbandonata nella seconda parte in cui l’autrice parla del rapporto con l’altro.
Come la Santirosi stessa mi dice, la poesia è da lei scelta sia perché esprime i concetti per immagini (tanto care all’autrice la quale è anche illustratrice), sia per una questione di forma. La poetessa preferisce,infatti, le forme brevi anche in narrativa. Alla mia domanda ‘cosa consiglia ad un giovane scrittore per farsi strada nel mondo della letteratura?’ lei mi risponde: « Innanzitutto leggere. Oggi tutti vogliono scrivere ma nessuno legge. E poi non pubblicare mai a pagamento e darsi molto da fare, far girare tanto le proprie opere».
In ultimo, e non per ordine di importanza, il poeta e musicista Michele Fianco, il quale ha interpretato alcuni brani tratti dal suo Best of… con l’accompagnamento musicale del sassofonista  Giorgio Cuscito. L’opera si presenta, infatti, come una raccolta dei risultati della sua ricerca verbale dal 1990 al 2008 racchiusi in un libro corredato da un cd. Qui l’autore recita parte delle sue poesie, alcune  tratte da Versi in via di liberazione, su note di musica jazz.
Fianco mi spiega che per lui  i versi sono «il territorio in cui convergono varie forme artistiche» : la musica sta nella metrica così come le immagini sono evocate dalle parole. Del resto, la narrativa è un linguaggio più comune, anche la tv fa narrativa. A differenza degli altri due autori, Fianco trova che i giovani scrittori di oggi siano più intraprendenti di quelli adulti, il che  da un lato è apprezzabile ma dall’altro lascia un po’ perplessi . Infine,  l’autore consiglia ai giovani scrittori di approfondire le proprie conoscenze, allargare i propri orizzonti: «evitare di specializzarsi poiché si rischia di diventare sordi per il resto».

Maria Flavia Vecchio

lunedì 16 novembre 2009

Istantanee, "nuova" recensione

Solo da qualche giorno mi sono accorta che era uscita su La Gazzetta del cittadino una nuova recensione sul mio libro. Eccola qui (basta cliccare sull'immagine per ingrandirla).

Diffondete notizia, parlate di questo piccolo libro blu...
Restando in tema poesia, una settimana fa ho avuto lo speciale onore di conoscere una poetessa incredibile:
Marcia Theophilo. Sentirla recitare i suoi testi, poter parlare di poesia con lei...
Invito tutti a cercare i suoi testi e a conoscerne anche il lavoro per la salvaguardia della foresta amazzonica.

Incendi, nuvole e fumo insieme

i bulldozers invadono
avanzano, luci lo abbagliano
pensieri feroci lo trapassano.
Dalla città si levano immondizie
Toccano le sue piume
Foglie, lettere vecchie
Fiori di alluminio e di carta.
Scesa la notte Urutáu
sceglie il nuovo territorio.
Non più eterno, vivrà giorno per giorno.
Urutáu uccello disperso,
il tuo bosco è tra i grattacieli
tra i muri di cemento
è il tuo nido.

Da Amazzonia respiro del mondo (Passigli, 2005)

[Sul blog Poesia di Ottavio Rossani un'intervista alla poetessa: QUI la prima parte e QUI la seconda. Buona lettura!].

sabato 11 luglio 2009

Istantanee: recensione #3

Istantanee, di Silvia Santirosi (EdiLet, 2008, pagg.79, euro 10,00), è il libro d'esordio in versi di un'autrice che ha già pubblicato racconti e scrive di critica e di cinema. Come suggerisce il titolo, qui la poesia si configura come atto del vedere immediato, dello stare dentro le cose concrete: immagini, situazioni, stati d'animo, tutto viene registrato in fretta, annotato in un taccuino della realtà immediata. "Il rifugio di un tavolino al caffè della stazione - scrive Claudio Piersanti nella prefazione - non è in fondo diverso da quello privato della propria stanza". Una poesia, dunque, di appartenenza e di rifugio: "appesa all'amo / di un mondo mai muto / dove perdo / nano partito / per appartenermi". Scrivere serve a tracciare coordinate, a ribadire la presenza in un mondo inquieto e frastornato. E inquieta è anche la natura di questi versi, rapidi, concisi, versidi una voce tesa alla ricerca di una propria dimensione: "Guardare il mondo da dietro una finestra / guardare giù / non protegge dal dolore". E' come se tra l'io e ilmondo ci fosse unacesura, un mancato incontro: Così la poesia si fa portavoce di un dialogo, di una preghiera in attesa di qualcosa.
[...]
Alberto Toni su Via Pò
QUI e QUI per continuare.

Istantanee: recensione #2

In occasione del secondo appuntamento dei "lunedì poetico-letterari" organizzati dalla casa editrice Edilet, sarà presentata lunedì 29 giugno, presso i Giardini di Castel Sant'Angelo, la raccolta poetica Istantanee, opera prima della giovane Silvia Santirosi. L'autrice, classe 1981, una laurea in Filosofia, ha già firmato diversi racconti apparsi su riviste e antologie, è giornalista (attualmente lavora per Il Mattino e La città tuscolana) ed ha inoltre collaborato al film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì. Ed è curioso il fatto che proprio il precariato, tema del film citato, sembri essere il fulcro di questa raccolta, l'idea, o quasi l'ossessione, da cui partono i componimenti, il filo rosso che li lega. È un precariato, certo, inteso in senso ampio, totale: non caratterizza soltanto l'universo lavorativo, professionale, ma la vita tout court, la condizione degli uomini e, viene spontaneo precisarlo, soprattutto delle donne: donne "a futuro indeterminato"; donne come monadi, munite di "guanti per non / lasciarsi contaminare dal mondo"; donne che vanno sì, per il mondo, ma portandosi dentro "la bestia a casa sua / nel cuore" (un verso che ci ricorda un altro, splendido, importante film italiano). E poi ancora, donne costrette, loro malgrado, a entrare in una sala d'aspetto in cui spiccano due grossi raccoglitori con etichetta eloquente, "nati e aborti 2005-2006 A-L / nati e aborti 2005-2006 M-Z"; donne senza nome la cui identità è tutt'al più indicata dal ruolo professionale ("ero la signorina: / accrediti stampa"). Ma proprio la professione, il lavoro, al mattino, è ciò che interrompe i sogni (e "la vita è sempre una sconfitta / quando non si sogna") e strappa l'uomo - che sa essere compagnia, e calore - al letto. Forse, anche perché in un mitico "prima" che coincide con l'infanzia non v'era alcuna professione da dover svolgere, quell'epoca lontana sembra ora procurare, nel bene e nel male, ondate di ricordi, nostalgie. Nostalgie anche linguistiche - per la "marmellata ai lampioni", per esempio - e comunque talmente intense da far sembrare l'età adulta come il regno di una "solitudine senza ritorno", che obbliga ad abbandonare le bambole, ma non il lupo cattivo, ancora e sempre presente. I luoghi in cui si aggira questa società alienata, sono affollati eppure privi di vita: i tavolini di un bar, l'autobus, la metropolitana (per andare e tornare da dove?, viene da chiedersi, e probabilmente la risposta è ancora: al lavoro, a rispettare gli orari, gli impegni, i turni): sono quasi tutti "esterni", ed è un dato singolare, considerata la cifra autobiografica e intimistica della raccolta. Ma la spiegazione, fa notare Claudio Piersanti nella prefazione al volume, sta nel fatto che "il rifugio di un tavolino al caffè della stazione non è in fondo diverso da quello privato della propria stanza. Non si abita, ma si è murati vivi".

mercoledì 24 giugno 2009

Come una mora rossa (da Istantanee)

COME UNA MORA ROSSA

Siedo e aspetto
il mio turno
mangiando pensieri
come fossero more.
Giocherello con le dita
evitando di guardare le altre.
Chissà, potrebbero leggere negli occhi
il mio male.
Decido di alzarli
quasi rivolgendo una preghiera
alla ragazza dal camice bianco
Infermiera,…?
e gli occhi, per dispetto forse,
mi cadono sui raccoglitori
pesanti alle sue spalle.

NATI E ABORTI NATI E ABORTI
2005-2006 2005-2006
A-L M-Z

E sembra quasi un’offesa.
…
Potrei andare a bere un caffè
al bar dell’ospedale
Cameriere, …!
ma prendo un bel respiro
e ingoio un’altra tristezza
come fosse una mora
rossa.

domenica 15 febbraio 2009

Istantanee, la recensione

La prima recensione.
Davide Dalmiglio su La città tuscolana.
...
P.s. L'illustrazione è di Davide De Cubellis e questa la poesia:

LA QUINTA DIMENSIONE

Era finito da tempo
il nostro amore,
treni fermi
alla stazione.

Poi qualcosa si è mosso.

Eri tu
che andavi via
lasciandomi sola
con tutto quello che sarebbe potuto
senza mai esser stato,
la quinta dimensione
di quell’amore perduto
per disattenzione.