sabato 29 agosto 2009

Illustrarama 2009 - Modernità liquida: l'illustrazione


Di cosa parliamo quando parliamo di società liquida? L’espressione di uso ormai corrente è stata introdotta dal sociologo britannico Zygmunt Bauman per descrivere la contemporaneità: una cultura del disimpegno, della discontinuità e dell’oblio in cui restare in movimento conta più della destinazione. Una società che sembra sperimentare una libertà senza precedenti. Eppure tutto è frammentato in una moltitudine di particelle separate e indifferenti le une alle altre, tutto è costituzionalmente precario: le relazioni, il lavoro, le alleanze umane. E proprio in un mondo in cui diventa difficile generalizzare le esperienze, vissute come assolutamente personali e soggettive, l’identità, chi sei, non sembra essere più così vincolante. Non ti piaci? Bene, getta via il tuo vecchio io e comprane uno nuovo. Però attento, devi farlo continuamente altrimenti sei out. Perché nella società liquida, la libertà diventa l’obbligo di scegliere e consumare tra alternative che qualcuno ha già stabilito. Non c’è molto spazio per la creatività. È un paradosso, eppure quasi nessuno sembra accorgersene. Ma è la “società della fretta”, dove l’unico orizzonte è il qui e ora. Che fare? Lo stesso Bauman, in un recente testo (Vite di corsa, Il Mulino, 2009), propone una strategia per salvarsi dalla tirannia dell’effimero: l’impegno incessante nella formazione del sé e della personalità, perpetuamente incompiuta e aperta.
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Qui sopra rispettivamente il mio lavoro per Illustrarama 09 e un piccolo contributo scritto ad hoc per un totem della mostra.